L’incontro

 

Ero in fase di rodaggio: stavo imparando a stare sola… a casa, nel tempo libero, ma soprattutto nella mia testa. In realtà mi piaceva. Uscivo spesso e stavo molto con gli amici, eravamo davvero un’unica grande famiglia. Per cui, abituata a condividere un caffè sempre in compagnia, un giorno chiesi ad un collega di venire al bar. Lui in realtà non mi era poi così simpatico, anzi, cercavo spesso di evitarlo. Per farla breve, a bere quel caffè venne solo Pablo. Pensai subito:    ” ecco, la solita sfigata….e adesso che gli dico??” Dopo il primo attimo di imbarazzo, mi sentii come se lo conoscessi da sempre. E da quel momento ci incontrammo tutti i giorni. Mi sentivo finalemte speciale. Quando andavamo in giro mano nella mano mi sentivo una principessa.

Per raccontarvi la portata della mia beatitudine, io , che di solito in auto sono, come si dice… un po’ un animale dopo essere stata tutta la mattina in giro con Pablo mano nella mano, salgo in macchina, mi fermo al semaforo rosso e …. baaam! una dietro mi tampona. Lei scende subito a scusarsi dicendomi che è colpa sua, che ha sbagliato pedale e che le dispiace tanto. Io, felice come una pasqua (normalmente sarei stata una iena), la tranquillizzo e le pago un caffè?!?!?!?! Tutto questo per me, in qualsiasi altro momento potrebbe avere un nome soltanto: FANTASCIENZA!

Ben presto però arrivò una bomba che non ero pronta ad affrontare.

Lui era fidanzato da 15 anni, io uscivo da una storia di 7. Al lavoro sapevano tutti delle nostre rispettive situazioni sentimentali, ma di noi no, praticamente nessuno. Solo Carla, la saggia del gruppo, mamma di 5 figli…. lei ha sempre creduto in noi, in un certo senso, lei è sempre stata il nostro fun club. Comunque, quel momento terribile per me, arrivò.  Pablo preso dal rimorso tornò a casa dalla ragazza di tutta una vita.. sentiva obblighi, doveri… 15 anni… eh sì,  il salto nel buio spaventa, eccome! Io ero distrutta. Piangevo ogni momento della mia giornata. Mi alzavo e piangevo, andavo al cinema ed ero una fontana, nemmeno dormivo, che continuavo a piangere. Persi quasi  10 chili… unica nota positiva!  di quello sì che ero molto contenta. Ero talmente depressa che gli amici facevano i turni per non lasciarmi mai sola. Devo dire grazie ancora oggi ad Elena, la temeraria, che durante i nostri discorsi notturni ha sempre ascotato le pazzie e le paranoie della classica rompipalle in paranoia per amore. Addirittura mia madre, che pur di non fare shopping si farebbe tagliare un piede, mi portò in giro a comprare scarpe e vestiti nuovi… Un giorno, al lavoro, una cliente mi si avvicinò e cortesemente mi disse che avevo scordato una cosa. Nulla. E come si dice, disastro, piansi a dirotto per mezz’ora circa. Quella poveretta, visibilmente mortifica cercò per tutto il tempo di consolarmi, senza riuscirci. Si avvicinò il mio capo e mi disse che per almeno una settimana mi avrebbe sostituita, di andarmene a casa a riposarmi e tornare quando mi sarei ripresa…

La cosa buffa è che tutti pensavano che fossi così triste per la fine della mia storia con Dario.

No.

Quella era una delle poche cose in quel periodo che mi facevano sentire me stessa: decisa, sfrontata e senza rimorsi.

Stavolta vi lascio con due canzoni che adoro di un artista che stimo moltissimo. Se vi va, a breve ci sarà il seguito di questa mia storia. Intanto buon ascolto e buona serata.  Mi raccomando, lasciatemi qualche commento, son sempre in attesa di suggerimenti! Ciao

 

Lui

 

Stavo con Dario da sette anni. Dopo l’inizio della convivenza tutto era andato scemando. E quando dico tutto, intendo dire proprio tutto. Addirittura il mio conto in banca iniziava a risentirne, infatti io a lui davo anche i soldi per la benzina per andare a lavorare. Dario aveva insistito tanto per spostarci dalla casa in affitto a casa dei miei. Ecco, non proprio lo stesso appartamento, ma il piano ero lo stesso; in quel modo noi non dovevamo pagare una rata fissa… e con noi intendo io… Dario e pagare nella stessa frase non hanno la possibilità di esistere.  Avrei dovuto saperlo. Il nostro primo appuntamento fu a cena in una birreria e con mia gran sorpresa ognuno pagò per se’, ma pensai che forse non voleva passare per quello che faceva il cascamorto e pagava il conto per provarci. Ma al secondo incontro qualcosa avrebbe dovuto allarmarmi: ordinammo una bottiglia di vino ed alla fine, dividemmo l’importo a metà. Nemmeno allora volli dare peso alla moneta, pensai che lui fosse abituato così e lasciai correre. Quando però uscivamo a cena con amici,  oppure parenti (miei) , lasciava tranquillamente che fossero sempre gli altri ad avvicinare per primi la cassa. Ecco, qui iniziarono le prime divergenze: va bene essere risparmiatori, ma braccine corte proprio no! e con la tua donna poi!

Superate certe incomprensioni, in realtà ci divertivamo molto : concerti, cene da amici, locali, festival, gite fuori porta…Lui era sempre di buon umore, mi faceva ridere, era sempre d’accordo con me. Noi non litigavamo mai. Per me, che ero abituata all’insatabilità perenne, era un antidoto fondamentale nella mia vita incasinata.

Qualcosa non andava comunque. Lui era sempre il centro del suo mondo. Per dirvi, non venne nemmeno alla mia laurea per non prendere un giorno di permesso al lavoro e alla sera neanche mi portò a festeggiare: venne a casa mia e si addormentò.

Facendola breve, dopo anni di incertezze e convivenza da buoni coinquilini, decisi che era arrivato il momento di troncare questa situazione. Sapete dove andò Dario? Andò a vivere a sbafo da alcuni miei colleghi, perchè lui con il suo stipendio, peraltro nella media nazionale, non poteva mantenersi.

Dopo 1 mese dalla nostra separazione, Dario venne da me per prendersi le sue ultime cose e mi portò a vedere la sua macchina nuova dicendomi che i soldi li aveva avuti in prestito da suo padre. Mesi dopo venni a sapere che non era come mi aveva detto lui: Dario la macchina l’aveva comprata in contanti, i suoi, o meglio i miei!

In reatà sono contenta di aver scoperto la verità, ma ricordatevi che non esiste peggior cieco di chi non vuol vedere.

 

immagine tratta da www.visionealchemica.com

 

Se vi va di leggere qualche riga in più ho trovato questo breve racconto: http://www.visionealchemica.com/la-storia-dellamore-cieco/

ciao ragazzi, a presto! a breve voglio parlarvi dell’amore vero della mia vita e di argomenti più frivoli… serie tv…

Che fine hanno fatto i limiti?

Ciao ragazzi! Oggi riflettevo su alcuni avvenimenti accaduti in questi giorni. Pensavo alla ragazzina uccisa dal fidanzato 17enne, alla poveretta 15enne colpita a pistolettate in pieno volto, tutti gli stupri ed a tutta la lunga serie di efferatezze che ogni giorno ci sentiamo raccontare dai tg o leggiamo sui giornali virtuali e non. Arrivano, ci colpiscono, condanniamo senza mezzi termini e andiamo avanti. Ma la mia domanda è: guardando il ragazzo assassino che, insultato dalla folla, fa boccacce e insulta a sua volta, dov’è finito il pudore, il limite? Se vogliamo, il tabù, di quello che è giusto e quello che è sbagliato? Abbiamo lottato tanto per la libertà di scelta, per la libertà delle donne nella sua totale espressione…. poi però il limite si è passato. Leggevo anche di due carabinieri intervenuti per sventare una rapina a Grugliasco (http://www.ilgiornale.it/news/cronache/arrestano-quattro-ladri-rom-giudice-indaga-i-militari-1396086.html), in provincia di Torino. Alla fine della storia, nonostante le prove rinvenute dentro e fuori dall’auto dei rapinatori, l’indagato è il Maresciallo per aver disposto il fermo ed i 2 agenti per falsa testimonianza. Ecco, mi sembra di vivere in un mondo che va al contrario. Anche qui mi sembra passato il limite. Ditemi voi cosa ne pensate. È un argomento controverso e non tutti potremmo pensarla allo stesso modo, ma sono curiosa di leggere i vostri commenti. Se volete potete vedere in merito una bella discussione  nel programma Quante storie di Corrado Augias nella puntata di oggi 20 settembre. Ciao a tutti e tornerò presto!